una serie di indicatori ambientali, ovvero di tematiche pił significative di cui Arpa
si occupa per raccontare periodicamente lo stato di salute dell'ambiente in Umbria

Portata delle sorgenti

L’acqua potabile che raggiunge le nostre case viene sostanzialmente captata in alcuni punti di prelievo, costituiti essenzialmente da sorgenti e campi pozzi, localizzati nei principali acquiferi umbri. Le prime, a meno di rare eccezioni, sono disposte lungo la fascia appenninica, mentre i campi pozzi sono realizzati prevalentemente negli acquiferi alluvionali delle principali valli umbre. Una corretta gestione delle risorse idriche destinate all’uso potabile non può prescindere dal monitoraggio della quantità d’acqua erogata dalle sorgenti (portata naturale) e del livello dell’acqua nel sottosuolo, nei principali acquiferi regionali (livelli di falda); per verificare costantemente questi due parametri, su mandato della Regione è stata realizzata una rete per il monitoraggio continuo delle acque sotterranee, costituita da 13 stazioni per la misura delle portate naturali delle principali sorgenti umbre e da 49 stazioni per la misura dei livelli di falda. I dati acquisiti dalle stazioni consentono di caratterizzare i sistemi idrogeologici, effettuare analisi statistiche attraverso serie storiche di dati e stimare le risorse idriche disponibili nel breve e medio periodo.

Il monitoraggio

Le sorgenti monitorate nella nostra regione

Arpa Umbria è il soggetto individuato dalla Regione come referente nel processo di acquisizione, elaborazione e diffusione dei dati; gestisce la rete regionale di monitoraggio continuo delle acque sotterranee – una delle più solide e sviluppate in Italia – in tutte le sue fasi, occupandosi della manutenzione ordinaria e straordinaria delle apparecchiature, del processo di validazione settimanale dei dati acquisiti e della diffusione dei dati dopo averli validati attraverso il proprio sito internet.

Alcune sorgenti sono monitorate in continuo dal 1998, altre dal 2006; esistono quindi serie storiche di dati giornalieri che, in alcuni casi, superano i 14 anni e iniziano ad essere particolarmente significative dal punto di vista idrologico.

Per quanto riguarda i livelli di falda, circa la metà delle stazioni esistenti sono state attivate nel 2001, le altre nel 2006 con serie storiche di dati giornalieri quindi che coprono un arco temporale tra i 6 e gli 11 anni.




 

 

 

 

 

 

Un bilancio dell’anno appena trascorso

Confrontando i valori storici delle portate di ogni singola sorgente con i valori di portata relativi al 2012, si può tracciare il quadro complessivo della situazione idrologica che ha caratterizzato lo scorso anno.

Nella figura 1 sono indicati con un rettangolo verde i limiti storici estremi (portata minima e portata massima) di ogni singola sorgente; all’interno del rettangolo, è riportata una linea verde tratteggiata, che rappresenta il valore medio storico della singola sorgente. Questi dati statistici sono stati determinati sulla serie totale dei dati acquisiti dall’Agenzia, e rappresentano di fatto i valori minimi / massimi assoluti e la portata media “storica” di ogni sistema sorgivo. Occorre sottolineare che alcune sorgenti sono monitorate dal 1998, altre dal 2007, pertanto il “peso” dei dati non è lo stesso in tutti i sistemi sorgivi. I dati storici sono messi a confronto con quelli relativi all’anno 2012 attraverso la sovrapposizione di un indicatore a barre, che riassume, per ciascuna sorgente, il valore di portata minima, media e massima del solo anno 2012. La figura mostra una situazione piuttosto eterogenea, dove alcuni sistemi idrogeologici (Alzabove, San Giovenale, Capo D’Acqua, Bagnara, Acquabianca e Vene del Tempio) mostrano, in misura varia, un anno 2012 caratterizzato da prestazioni deficitarie rispetto alle serie storiche, con portata media annuale ampiamente sotto la media pluriennale e portate minime che, in alcuni casi (Alzabove, Lupa, Acquabianca, Vene del Tempio), coincidono con i minimi storici assoluti: questa coincidenza indica che, in alcune sorgenti, il 2012 ha fatto segnare il valore di portata minima più basso di tutta la serie storica di dati (vedi ad es. il grafico per la sorgente Lupa nel ternano - fig.2). In alcuni casi, la portata massima rilevata nel 2012 è inferiore alla portata media pluriennale, a testimonianza di un processo di ricarica dei sistemi idrogeologici fortemente ridotto.

Vi sono poi alcune sorgenti (Scirca, Vaccara, Boschetto, Rumore), localizzate nella fascia appenninica dell’Umbria centro-settentrionale, che non hanno manifestato una riduzione delle proprie prestazioni nell’ultimo anno, con portate medie annuali (2012) in linea o addirittura superiori ai valori medi pluriennali.

Questa disomogeneità nel comportamento dei vari sistemi idrogeologici può essere chiarita con alcune considerazioni. Innanzitutto, le sorgenti che hanno manifestato una situazione di “normalità” nel 2012 sono state tutte attivate nel 2007 e sono pertanto caratterizzate da una serie storica di dati meno consistente delle altre. La determinazione delle portate minime e massime assolute, nonché della portata media pluriennale, è stata effettuata su una serie totale di 6 anni, dei quali tre (2007, 2008, 2012) caratterizzati da una scarsa piovosità, quindi su un set di dati complessivamente penalizzante in termini di resa delle sorgenti, che ha probabilmente sottodimensionato le prestazioni storiche e conseguentemente sovradimensionato le prestazioni relative al 2012.

Inoltre, occorre sottolineare che ogni sistema idrogeologico ha una risposta propria al processo di ricarica e di svuotamento delle riserve dinamiche e può reagire con vari livelli di inerzia ai periodi piovosi - siccitosi, traslandone nel tempo le conseguenze.

Infine, le scarse precipitazioni atmosferiche relative al 2012 non sono state uniformi in tutto il territorio regionale, e hanno dato luogo ad una distribuzione disomogenea delle problematiche di carattere idrologico e idrogeologico.

Un set di più anni di dati a disposizione e la sua correlazione con i dati relativi alle precipitazioni e con quelli climatologici, consentirà nel prossimo futuro l’elaborazione di un’analisi più approfondita, utile ad una valutazione degli andamenti pluriennali delle portate delle sorgenti e ad eventuali correlazioni con i cambiamenti climatici.


Figura 1

 


Figura 2

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Arpa Umbria - Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale