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Pollini

[21 marzo 2014]

Il polline della famiglia delle Cupressaceae si conferma essere, nel 2013, quello in assoluto più diffuso nella regione (Figg.1-6), in special modo a Perugia e Città di Castello.

 

 

 

 

 

 

Figura 1. Figura 2.

 

Figura 3 Figura 4

 

Figura 5. Figura 6.

 

La concentrazione in aria dei pollini di Cupressaceae

I dati dei monitoraggi condotti nel corso del 2013 hanno evidenziato (Figg. 7-10) un netto decremento a Perugia e Città di Castello della concentrazione dei pollini di Cupressaceae rispetto all’anno precedente (numero di pollini/m3 d'aria). Una situazione del tutto opposta a quella di Terni, dove tale concentrazione è nello stesso periodo quasi raddoppiata (fig. 9), insieme a quella dei pollini della famiglia delle Urticaceae (Fig. 10).


Figura 7. Figura 8.

 

Figura 9. Figura 10.

 

 

Un trend, per ciò che riguarda Terni, confermato anche dall’indice pollinico annuale (IP) ovvero l’indice che, secondo Jäger et al. 1996, esprime la somma delle concentrazioni medie giornaliere di tutti i pollini identificati in un anno solare, relativo alle famiglie più allergizzanti presenti nella nostra regione. Il confronto dei dati degli anni 2012 e 2013 (Tabella 1), indica come tale indice sia notevolmente aumentato nella stazione di monitoraggio di Terni, mentre è diminuito nelle stazioni di Perugia e di Città di Castello (Tab. 1).

 

 

Stazioni rete regionale

Indice pollinico annuale 2012

Indice pollinico annuale 2013

Città di Castello

18224,00
n° pollini/m3

12181,00
n°pollini/m3

Perugia

33678,00
n° pollini/m3

25934,36
n°pollini/m3

Terni

9518,15
n° pollini/m3

15698,18
n°pollini/m3

Tab. 1: Indice pollinico annuale (Betulaceae, Compositae, Corylaceae, Cupressaceae/Taxaceae, Graminaceae, Oleaceae, Urticaceae)

 

Il valore massimo di concentrazione raggiunto dalle Cupressaceae è rimasto comunque più elevato nel centro nord della regione, in particolare a Perugia.

 

Pollinosi da Cupressacee, un fenomeno in aumento


I cambiamenti climatici e vegetazionali condizionano senza dubbio l’insorgenza di pollinosi “emergenti”, un tempo meno consuete e diffuse, ed invece oggi sempre più presenti tra le sensibilizzazioni della popolazione allergica. Una di queste pollinosi, un tempo considerata “minore” ed ormai entrata a far parte del rango di quelle “maggiori”, è dovuta al polline della famiglia delle Cupressaceae.
Il classico Cupressus sempervirens (cipresso italiano), a cui si affiancano numerose altre specie dello stesso genere, come ad esempio Cupressus arizonica, Cupressus macrocarpa e Cupressus lusitanica, è sempre più diffuso in Italia e nella nostra regione, in quanto coltivato a scopo ornamentale oltre che di rimboschimento.

In uno studio condotto su un campione di popolazione umbra di 3434 soggetti, è stata evidenziata una prevalenza di soggetti con sensibilizzazione al cipresso associata a sintomatologia allergica al cipresso nel 3,6% dei casi; mentre un altro 4,9% di soggetti presentava sensibilizzazione senza sintomi clinici. Se si va a studiare invece solo la popolazione allergica, nella nostra regione la prevalenza della allergia al cipresso aumenta a tal punto da interessare circa il 30% dei soggetti sensibilizzati ai pollini.

Il cipresso è pianta a fioritura invernale che può liberare grandissime quantità di polline.
Il periodo di pollinazione delle Cupressaceae ha un suo picco che va generalmente dafebbraio a marzo, anche se c’è un’ampia variabilità tra le diverse specie. Per esempio, l’impollinazione del cipresso dell’Arizona può iniziare in alcune aree mediterranee già in ottobre, mentre in genere il cipresso italiano inizia ad impollinare a gennaio. Di anno in anno le date della massima impollinazione, però, possono variare anche di un mese.

Gli allergeni del cipresso (le molecole responsabili della risposta allergica) presentano notevoli analogie con molecole presenti in pollini di altri alberi appartenenti alla stessa famiglia delle Cupressaceae, quali ginepro, tuia, cedro giapponese, per cui anche pollini di tali piante possono indurre sintomi in persone allergiche al cipresso.

 

 

 

 

 

 

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