una serie di indicatori ambientali, ovvero di tematiche pił significative di cui Arpa
si occupa per raccontare periodicamente lo stato di salute dell'ambiente in Umbria

Pollini

UmbriaFig. 1 -Le stazioni della Rete Regionale di Monitoraggio Aerobiologico, gestita da Arpa Umbria,
Facoltà di Agraria dell’Università di Perugia e ASL n.1, sono dislocate a Città di Castello, Perugia e Terni.

La rilevazione sistematica della presenza di pollini nell’aria, garantita in Umbria dalla Rete Regionale di Monitoraggio Aerobiologico (fig. 1), rappresenta uno strumento di conoscenza di fondamentale importanza per tutto ciò che attiene la prevenzione e la cura delle manifestazioni allergiche e, al contempo, consente di disporre di informazioni estremamente utili in un’ottica di tutela della biodiversità e, nel lungo periodo, di analisi dei cambiamenti climatici.

L’intensificarsi delle attività condotte su questo fronte, unito all’aumento della quantità di dati a disposizione, ha consentito di calcolare un ulteriore importante indicatore, che si va ad aggiungere all’Indice pollinico annuale: la Stagione pollinica.

 

La stagione pollinica

La data di inizio e fine della pollinazione, la sua durata in giorni, l'Indice pollinico stagionale (somma dei valori delle concentrazioni medie giornaliere rilevate durante l'intera stagione), il valore del picco di concentrazione pollinica massima sono le informazioni principali che, insieme, descrivono la Stagione pollinica, calcolata secondo Jäger et al. (1996 ). Questo indicatore viene determinato per ciascuna delle famiglie di piante più allergizzanti e diffuse sul territorio nazionale: Cupressaceae/Taxaceae, Corylaceae, Betulaceae, Oleaceae, Graminaceae, Urticaceae, Compositae.

Scopo di questo indicatore è studiare la presenza in atmosfera e l'andamento nello spazio e nel tempo dei pollini allergenici potenzialmente pericolosi per la salute umana.

Di seguito viene riportata la durata della stagione pollinica (espressa in numero di giorni) delle principali famiglie allergeniche negli anni dal 2011 al 2014 rilevata nelle tre stazioni di monitoraggio (Fig. 2).

 

Durata della stagione pollinica

(cliccare sulle immagini)

Terni
Perugia
Città di Castello
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Fig. 2. Durata della stagione pollinica (espressa in numero di giorni) delle principali famiglie allergeniche
negli anni dal 2011 al 2014 rilevata nelle tre stazioni di monitoraggio: Terni (TR), Perugia (PG), Città di Castello (CC).

I grafici mostrano l’andamento fortemente altalenante delle stagioni polliniche delle principali famigli allergeniche osservate nelle tre stazioni di monitoraggio della regione. Una variabilità strettamente correlata alle condizioni meteo-climatiche (temperatura, umidità, precipitazioni, ecc.)

Nella nostra regione, come in molti paesi del mediterraneo, l’aumento delle temperature osservato negli ultimi decenni ha determinato un anticipo della stagione di pollinazione in molte famiglie di pollini.

 

Indice pollinico annuale

L’Indice pollinico annuale (Jäger et al., 1996) esprime la somma delle concentrazioni medie giornaliere di tutti i pollini identificati in un anno solare, relativo alle famiglie più allergizzanti presenti nella nostra regione (Cupressaceae/Taxaceae, Corylaceae Betulaceae, Oleaceae, Graminaceae, Urticaceae, Compositae). Anche se ricavato da grandezze fisiche, l’Indice viene considerato e trattato come un numero adimensionale.

La tab. 1 mostra gli Indici pollinici relativi agli ultimi quattro anni di monitoraggio delle tre stazioni della rete regionale umbra. Come è possibile notare, nel 2014 il numero totale di pollini nella regione è aumentato in modo evidente, in special modo per ciò che riguarda la zona di Perugia, con una preponderanza (desumibile dal confronto della tabella con la Fig.4) dei pollini delle Cupressaceae.

 

 

Stazioni rete regionale

Indice pollinico annuale 2011

Indice pollinico annuale 2012

Indice pollinico annuale 2013

Indice pollinico annuale 2014

Città di Castello

7300

 

18224

 

12181

 

23335

 

Perugia

42770

 

33678

 

25934

 

86108

 

Terni

12957

 

9518

 

15698

 

12399

 


Tab. 1. Indice pollinico annuale delle principali famiglie allergeniche (Betulaceae, Compositae, Corylaceae,
Cupressaceae/Taxaceae, Graminaceae, Oleaceae, Urticaceae) negli anni 2011-2014.

 

Il polline prevalente in Umbria

Anche nel 2014 il polline prevalente in Umbria risulta essere quello delle Cupressaceae, che ha fatto registrare un ulteriore aumento rispetto agli anni precedenti – sia in numero che in percentuale –in tutte e tre le stazioni di monitoraggio della regione rispetto alle altre famiglie più allergeniche (Fig.3).

Polline prevalente 2014

 

 

Fig. 3.Percentuali di abbondanza delle principali famiglie allergeniche rilevate nel 2014.

Tale aumento percentuale risulta più evidente a Perugia, dove nell’ultimo anno i pollini di tale famiglia sono passati dal 50,3% all’85%, segnando un incremento record non solo in relazione al Centro Italia ma rispetto a tutte le stazioni di monitoraggio della rete nazionale POLLnet.

I pollini di Cupressaceae sono aumentati nell’ultimo anno anche a Città di Castello, passandodal 56,7% nel 2013 al 71% nel 2014.

Nel 2014 il polline di Cupressaceae è diventato decisamente prevalente anche a Terni, passando dal 27,4% al 48%.

 

Indice pollinico stagionale di Cupressaceae (2011-2014)

L'indice pollinico stagionale è dato dalla somma dei valori delle concentrazioni medie giornaliere rilevate durante l'intera stagione.

Fig. 4. Indice pollinico stagionale di Cupressaceae

 

Nel 2014 la città di Perugia ha registrato in assoluto il numero maggiore di pollini di Cupressaceae (dato inedito, Annuario dei dati ambientali ISPRA, in preparazione) rispetto alle città monitorate dalla Rete Italiana POLLnet, segnando il valore più alto degli ultimi 30 anni (in passato sono stati comunque raggiunti valori oltre i 40.000 pollini).

Il valore record dell’Indice delle Cupressaceae, pari a oltre 70.000,registrato nel 2014 (Fig. 4) è da attribuire a particolari condizioni climatiche durante la formazione e soprattutto liberazione del polline: temperature notevolmente più alte della media (3- 5°C al disopra della media stagionale), bassa umidità relativa e frequenti raffiche di vento. Nella città di Terni i valori sono aumentati in modo più evidente nell’ultimo anno, con valori assoluti però molto più contenuti rispetto a Perugia. Anche a Città di Castello, si può osservare dall’istogramma un aumento rilevante nel 2014.

 

 

Il cipresso in Umbria
Sinergia tra allergenicità e inquinamento atmosferico

In Umbria la fioritura dei cipressi, prima il cipresso dell'Arizona (Cupressus arizonica Greene) poi il cipresso comune Cupressus sempervirens L.,si protrae per un periodo abbastanza lungo, normalmente dall'inizio dell'anno fino a tutto il mese di aprile e prima metà di maggio, ma il periodo di massima allerta per gli allergici a questo polline è senz'altro compreso tra gli ultimi giorni di febbraio e l'inizio di aprile, anche se individui particolarmente sensibili possono avere sintomatologia già in gennaio. Spesso, in funzione di particolari condizioni climatiche, come temperature massime elevate e bassa umidità relativa, i valori giornalieri possono superare alcune centinaia di pollini/m3 d'aria, con picchi oltre mille, soprattutto nell'area di Perugia, dove questa specie è maggiormente presente nel verde urbano e peri-urbano.

L'aumento delle risposte allergiche al polline di cipresso negli ultimi anni non può essere spiegato unicamente con l'aumento dei suoi pollini in atmosfera, dato non sempre evidente in tutte le aree, come evidenziato anche nella nostra regione. Negli ultimi anni diversi studi hanno dimostrato che nei paesi industrializzati esiste una correlazione positiva tra la presenza di inquinanti in atmosfera e l’incidenza di patologie allergiche. Sebbene il ruolo che giocano gli inquinanti atmosferici sulla sensibilizzazione allergica delle vie aeree non sia completamente chiarito, ci sono evidenze che suggeriscono che l’urbanizzazione, con il suo alto livello di esposizione ad ozono (O3), ossidi di azoto (NOx) e di zolfo (SOx) e PM10, sia tra le prime cause di questo incremento. O3 ed NO2, in particolare, sembrano coinvolti nella modulazione delle pollinosi, aumentando il rilascio di molecole ad azione infiammatoria e la produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS). Oltre agli allergeni, infatti, i pollini contengono diverse proteine ad azione enzimatica, come le NAD(P)H-ossidasi, necessarie per il processo riproduttivo, ma in grado di indurre indirettamente lo stress ossidativo responsabile della reazione allergica a livello delle mucose dell’apparato respiratorio.

Ciò vale anche per il cipresso: pollini prelevati da piante che crescono in aree a diverso inquinamento mostrano una differente e significativa attività enzimatica delle NAD(P)H-ossidasi rilasciate al momento della germinazione. Poiché ciò che differenzia maggiormente le aree di prelievo è la concentrazione di NOx (molto più elevata nelle zone urbane), si può ipotizzare che gli ossidi di azoto rendano il polline di cipresso “più aggressivo” in quanto potenzialmente in grado di produrre a livello delle mucose delle vie aeree un più forte stress ossidativo. Ciò suggerisce un’associazione positiva tra l’aumento del numero di soggetti allergici nelle aeree urbane e la presenza nelle stesse di inquinanti atmosferici in quantità costantemente crescenti.

 

(Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali, Università di Perugia)

 

 

 

Il cipresso in Umbria
Il parere dell’Allergologo

La prevalenza della popolazione sofferente di patologie allergiche, in Italia, si attesta intorno ai 10 milioni ed una percentuale molto alta di questi, circa il 17-20%, lamenta disturbi correlati alla presenza pollinica, con una variabilità stagionale da soggetto a soggetto a seconda della sensibilizzazione specifica e con quadri clinici multiformi che vanno dalla rinocongiuntivite, all'asma, alla sindrome orale allergica. I dati aerobiologici raccolti dalla tre stazioni di monitoraggio della Rete Regionale di Monitoraggio Umbra consentono, fornendo la presenza pollinica annua, di correlare i dati dedotticon gli eventi clinici conseguenti. L'attività clinica di diagnosi allergologica e terapia che viene effettuata presso la Struttura S. di Allergologia della USL Umbria 1 di Città di Castello rappresenta un osservatorio privilegiato in tal senso.

Il dato relativo alla prevalenza dei pollini di Cupressacee in Umbria ben si collega, in Alto Tevere e nel resto della regione, all'aumento costante della percentuale delle persone sensibilizzate a tali pollini, con sintomi clinici a manifestazione pre-primaverile e primaverile iniziale, con una variabilità, sia come esordio sia come estensione temporale, in relazione alla concentrazione pollinica stessa. Altri dati epidemiologici clinico-osservazionali sono la conferma della rara presenza di soggetti mono sensibilizzati, presentandosi, invece, nella maggioranza dei casi in associazione con sensibilizzazione ad altri pollini.

La progressione percentuale negli anni dei soggetti sensibilizzati ai pollini in genere ed in particolare, per ciò che ci riguarda, alle Cupressaceae, nonché la variabilità di presenza pollinica, inducono a proseguire attivamente gli studi aerobiologici e di monitoraggio, in particolare nella regione Umbria , ove tale fenomeno ha acquisito un'importanza clinica molto rilevante.

 

(A cura del Dr Gaetano Zucchini,Responsabile della Struttura S. di AllergologiaImmunologia Clinica – Ospedale di Città di Castello).

 

[marzo 2015]

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