una serie di indicatori ambientali, ovvero di tematiche pił significative di cui Arpa
si occupa per raccontare periodicamente lo stato di salute dell'ambiente in Umbria

Qualità acque sotterranee

La qualità chimica delle acque sotterranee viene valutata secondo i criteri stabiliti dal DLgs 152/2006, che stabilisce l’obiettivo di raggiungimento dello Stato di qualità “buono” entro l’anno 2015.

I dati del primo triennio di monitoraggio (2011-2013), eseguito Arpa Umbria in applicazione delle nuove norme, sono stati elaborati ai fini della valutazione dello Stato chimico triennale a supporto della pianificazione a scala regionale e di Distretto Idrografico.

Nella classificazione si è ritenuto opportuno distinguere all’interno dei due stati previsti dalla norma (“Buono” / “Scarso”), diverse situazioni:

Per lo stato “Buono” si è provveduto alla distinzione in:

  • Buono: assenza di indizio di contaminazione;
  • Buono critico: presenza di contaminazione antropica ma che non interessa porzioni significative del corpo idrico.

Per lo stato “Scarso” si è provveduto alla distinzione in:

  • Scarso: presenza di contaminazione antropica che interessa porzioni significative del corpo idrico;
  • Scarso da Fondo Naturale (FN): presenza di sostanze inorganiche in concentrazioni superiori ai limiti per fenomeni di arricchimento naturale (interazione acqua roccia).

 

Fig. 1 – Classificazione dello stato chimico delle acque sotterranee in Umbria – Dati triennio 2011-2013

 

In base ai dati del triennio di monitoraggio, raggiungono l’obiettivo di qualità 30 dei 43 corpi idrici sotterranei individuati in Umbria, ma con delle differenze: 20 corpi idrici non presentano alcun indizio di contaminazione, mentre 10 presentano criticità che interessano porzioni limitate di corpo idrico e, pertanto, sono stati classificati in stato buono critico.

Appartengono al primo gruppo tutti i corpi idrici individuati nei Calcari (CA), complesso Idrogeologico che interessa la fascia orientale e meridionale della regione (Appennino Umbro Marchigiano) e le strutture calcaree minori della fascia centrale. Gran parte dei corpi idrici individuati nelle alluvioni dei fondovalle e delle pianure minori (AV) e nelle aree collinari (LOC) – aree interessate da pressioni antropiche in genere non molto elevate ma che localmente possono divenire significative – presentano invece stato chimico buono critico.

L’obiettivo di qualità non è stato raggiunto da 13 corpi idrici, 11 dei quali a causa di contaminazioni indotte da attività antropica (stato chimico Scarso) e 2 a causa di fenomeni di arricchimento naturale per interazione delle acque con le rocce che le ospitano (stato chimico Scarso da Fondo Naturale).

Presentano stato chimico Scarso quasi tutti i corpi idrici ospitati nelle alluvioni delle principali aree vallive della regione (DQ), dove sono maggiormente concentrate le attività agricole e industriali e la vulnerabilità degli acquiferi è generalmente alta.

 

Le criticità

Le criticità indotte su questo fronte dall’attività antropica sono due: la contaminazione da nitrati e quella da solventi clorurati, in particolare il tetracloroetilene.

La contaminazione da nitrati è responsabile del mancato raggiungimento degli obiettivi di qualità di 7 corpi idrici presenti nelle aree di pianura e nelle aree collinari; essa è inoltre all’origine della condizione di criticità di altri 7 corpi idrici delle stesse aree.

Il tetracloroetilene costituisce una criticità in tutti i corpi idrici delle aree pianeggianti. La contaminazione dovuta a questa sostanza determina la classificazione con stato chimico Scarso per 8 corpi idrici, dei quali 4 già in stato Scarso per contaminazione da nitrati, nonché la condizione di criticità per altri 6 corpi idrici.
L’Agenzia pubblicherà a breve un report aggiornato sull’evoluzione di tale fenomeno nel territorio regionale, con i risultati dell’estesa attività di monitoraggio e studio messa in atto in questi anni su questo fronte.

L’acquifero vulcanico dell’Orvietano viene classificato con stato chimico Scarso da Fondo Naturale a causa della concentrazione dell’Arsenico, che supera il limite di legge ma il cui arricchimento nelle acque è legato a fenomeni naturali di interazione acqua roccia.

 

Fig. 2 – Classificazione dello stato chimico delle acque sotterranee in Umbria –
Distribuzione per complesso idrogeologico

 

 

 

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