una serie di indicatori ambientali, ovvero di tematiche pił significative di cui Arpa
si occupa per raccontare periodicamente lo stato di salute dell'ambiente in Umbria

Radioattività

Il controllo della radioattività in ambiente e negli alimenti ha lo scopo di individuare i minimi livelli di contaminazione riscontrabili sul territorio regionale e nazionale. Il tutto, in ottemperanza a quanto previsto dalla normativa comunitaria e alle esigenze di rapida risposta in caso di eventi accidentali.

Su questo fronte Arpa monitora con sistematicità le matrici aria, acqua ed alimenti, mentre il suolo è oggetto di specifiche campagne di misura.

I campioni misurati nel 2014, in linea con quelli degli anni precedenti, hanno registrato per lo più valori di concentrazione inferiori alla Minima Attività Rivelabile (MAR) o comunque valori di concentrazione inferiori al Reporting Level (RL) ed alla normativa di riferimento.


Aria

Il comparto aria è monitorato attraverso:

  • il rateo di dose gamma;
  • la componente gamma emittente e l’attività beta totale nel particolato atmosferico;
  • la componente gamma emittente nella deposizione al suolo.

Rateo di dose gamma in aria

Il monitoraggio del valore di fondo ambientale di un determinato sito è eseguito giornalmente sul tetto della sede Arpa di Perugia.

I valori medi registrati rispecchiano i valori tipici del sito: i valori più elevati del 2010 sono associabili ad un incrementato innalzamento dei livelli di radioattività naturale conseguente ad una vasta attività di scavo in un cantiere prossimo al punto di monitoraggio.

 

Fig. 1 – Rateo di dose gamma in aria – Valori medi annuali

 

Particolato atmosferico

Il particolato atmosferico viene campionato presso gli edifici di Perugia e Terni dell’Agenzia. Nel periodo in esame la determinazione della componente gamma emittente è stata effettuata in entrambi i siti, mentre la determinazione dell’attività beta totale è stata eseguita con sistematicità solo nel sito di Perugia.

 

Fig. 2 – Radionuclidi gamma emittenti nel particolato atmosferico

 

La fig. 2 riporta il numero delle misure in cui i valori di Cs-137 e I-131 sono risultati inferiori alla Minima Attività Rilevabile (MAR) e quelle in cui tali radionuclidi sono risultati presenti nel campione. Come è possibile notare, lo I-131 è risultato presente solo nel 2011, in concomitanza con la nube radioattiva proveniente dalla centrale nucleare di Fukushima, mentre il Cs-137 è riscontrabile per la presenza di residui di contaminazione persistenti in atmosfera ancora a seguito dell’incidente alla centrale di Chernobyl.

Tutti i valori misurati risultano ampiamente al di sotto del Reporting level (RL) di riferimento fissati dalla normativa europea.

 

Fig. 3 – Attività beta totale nel particolato atmosferico

La misura dell’attività beta totale nel particolato atmosferico nel periodo in oggetto mostra un’apparente disomogeneità, derivata per lo più da una migliorata attività analitica e dalla non sistematicità dei campionamenti effettuati, dovuta a ripetuti problemi tecnici occorsi alla strumentazione.

Tutti i valori superiori alla Minima Attività Rilevabile (MAR) sono comunque riferibili alla componente di origine naturale e risultano al di sotto del Reporting level (RL) di riferimento. Il decremento del numero di misurazioni effettuate nel 2014 è dovuto alla dismissione di un sistema di campionamento, sostituito a partire dall’1/1/2015.

 

Deposizione totale al suolo

Il monitoraggio della deposizione totale al suolo viene eseguito sul tetto delle sedi di Perugia e Terni dell’Agenzia e nelle zone industriali di Prisciano e Maratta a Terni.

 

Fig.4 – Deposizione totale al suolo radionuclidi gamma emittenti.

 

La fig. 4 riporta il numero delle misurazioni in cui i valori di Cs-137 e I-131 sono risultati inferiori alla Minima Attività Rilevabile (MAR) e il numero di misurazioni in cui tali radionuclidi sono risultatipresenti nel campione.

Come per il particolato atmosferico, anche per le deposizioni al suolo lo I-131 è stato misurato solo a seguito delle piogge cadute durante il transito della nube radioattiva proveniente dalla centrale nucleare di Fukushima, mentre la presenza di Cs-137 è imputabile alla persistenza di minimi livelli di contaminazione in atmosfera conseguenti all’incidente di Chernobyl.

Tutti i valori di concentrazione misurati risultano ampiamente al di sotto del Reporting level (RL) di riferimento.


Acqua

Il comparto acqua è monitorato attraverso la componente gamma emittente:

  • nelle acque reflue urbane
  • nelle acque fluviali e lacustri
  • nel Detrito Minerale Organico Sedimentabile (DMOS) fluviale
  • nei sedimenti lacustri.

Nel 2014 sono state eseguite anche determinazioni di trizio in percolati ed acque profonde prossime a discariche.

 

Acque reflue

Il monitoraggio viene effettuato all’uscita dei principali impianti urbani di depurazione regionali. La fig. 5 riporta il numero delle determinazioni in cui la presenza di radionuclidi gamma emettitori è risultato inferiore al valore di Minima Attività Rilevabile (MAR) e di quelle in cui è stata rilevata presenza di radionuclidi artificiali a vita breve derivanti da attività diradiodiagnostica.

Questa matrice ha interesse prettamente regionale e, pertanto, non sono previsti Reporting level (RL) di riferimento. I valori riscontrati risultano comunque ampiamente inferiori ai valori di concentrazione previsti dalla normativa.

 

Fig. 5 – Radionuclidi gamma emittenti in acque reflue.

 

Acque superficiali

I corpi idrici superficiali monitorati sono il Tevere (presso Ponte Nuovo di Torgiano), il Nera (in loc. Nera Montoro) e il lago Trasimeno (centro lago).

 

Fig. 6 – Radionuclidi gamma emittenti in acque superficiali

La fig.6 riporta il numero delle determinazioni in cui la presenza di radionuclidi gamma emettitori è risultata inferiore al valore di Minima Attività Rilevabile (MAR) e di quelle in cui è stata rilevata presenza di I-131, derivante da attività di radiodiagnostica e di Cs-137 ancora attribuibile all’evento Chernobyl.

Tutti i valori misurati risultano ampiamente al di sotto del Reporting level (RL) di riferimento.

 

Detrito Minerale Organico Sedimentabile (DMOS) fluviale e sedimenti lacustri

Il Detrito Minerale Organico Sedimentabile viene campionato sul fiume Tevere (presso Ponte Nuovo di Torgiano) mentre per ciò che riguarda il lago Trasimeno vengono campionati sedimenti a Castiglione del Lago, Passignano sul Trasimeno, Tuoro e Isola Polvese.

 

Fig. 7 – Campionamento del Detrito Minerale Organico Sedimentabile fluviale e sedimenti lacustri

In tutti i campioni di Detrito Minerale Organico Sedimentabile prelevati, come pure tutti i sedimenti del lago Trasimeno, risulta sempre presente il Cs-137 ancora attribuibile all’ evento Chernobyl. Lo I-131 è presente solo nel DMOS in quanto derivante da attività di scarico di tipo ospedaliero.

Per le matrici in oggetto non esistono Reporting level (RL) di riferimento. I valori riscontrati risultano ampiamente al di sotto dei valori di concentrazione previsti dalla normativa.

 

Acque di falda e percolato

La determinazione del trizio nel percolato di discarica deriva dalla possibile presenza di questo, in passato, in oggetti di uso comune quali orologi e display fluorescenti. Nel 2014 sono state effettuate misure di trizio in percolati e in acque di falda finalizzate alla verifica della possibile contaminazione di quest’ultime da parte dei percolati stessi. Tali misurazioni sono state effettuate su campioni prelevati nella galleria di Tescino a Terni e nella discarica di Belladanza a Città di Castello .

Fig. 8 – Misura del trizio in acque di falda e percolato di discarica.

I risultati (fig. 8 ) mostrano presenza di trizio nella quasi totalità dei percolati e in alcuni campioni di acque di falda prelevati nella galleria del Tescino. I valori di concentrazione misurati sono tutti ampiamente inferiori ai valori di riferimento previsti per le acque potabili.


Alimenti e acque potabili

Per ciò che riguarda tali matrici vengono monitorati:

  • nel latte e negli alimenti, la componente gamma emittente;
  • nelle acque potabili, la componente gamma emittente, l’attività alfa e beta totale, il trizio.

 

Latte e prodotti di origine animale

 Fig. 9 – Radionuclidi gamma emittenti negli alimenti.

 

Prodotti di origine vegetale, alimenti prima infanzia e pasto completo

Fig. 10 – Radionuclidi gamma emittenti in alimenti.

 

I campioni analizzati risultano per lo più inferiori ai valori di concentrazione di Minima Attività Rilevabile (MAR). I campioni che superano tale valore sono relativi a selvaggina, funghi, frutti di bosco e pesce, un fatto ancora attribuibile all’evento di Chernobyl. Lo I-131 misurato nel 2011 in due campioni di latte di ovino è invece conseguenza del transito della nube radioattiva proveniente dalla centrale nucleare di Fukushima. Tutti i campioni superiori al valore di Minima Attività Rilevabile (MAR) risultano comunque al di sotto dei valori di riferimento previsti dalla normativa.

 

Acque potabili

Il monitoraggio su questo fronte interessa i principali acquedotti regionali.

 

Fig. 11 – Monitoraggio delle acque potabili: attività alfa e beta totale, trizio.

 

I valori dell’attività alfa/beta riscontrati sono attribuibili alla componente di origine naturale. Tutti i valori misurati risultano ampiamente al di sotto dei Reporting level (RL) di riferimento.

 

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