una serie di indicatori ambientali, ovvero di tematiche pił significative di cui Arpa
si occupa per raccontare periodicamente lo stato di salute dell'ambiente in Umbria

La qualità ambientale dei laghi umbri

Conformemente a quanto previsto dalle Direttive Europee, Arpa Umbria effettua campionamenti periodici nei principali laghi regionali per due diverse finalità:

  • controllo delle acque di balneazione del quale abbiamo riferito nell'indicatore del mese di giugno e che vede i nostri laghi di qualità "eccellente" (link)
  • monitoraggio della qualità ambientale.

Relativamente alla qualità ambientale, lo stato dei corpi idrici lacustri viene definito, analogamente ai corsi d'acqua, in termini di stato ecologico e di stato chimico, secondo i criteri stabiliti dal DLgs 152/2006 e s.m.i. e dalla Direttiva Quadro sulle acque (DIR 60/2000/CE).

La norma stabilisce, per tutti i corpi idrici naturali, il raggiungimento, entro l’anno 2015, di uno stato di qualità “BUONO”, che rifletta buone condizioni di biodiversità, di stato chimico-fisico e quantitativo.

Per i corpi idrici artificiali o interessati da alterazioni idromorfologiche significative (cd. Corpi Idrici Fortemente Modificati) la Direttiva prevede invece il raggiungimento del buono stato chimico e del buon potenziale ecologico, definito in funzione degli impatti risultanti dalle alterazioni fisiche.

 

 

Cosa monitoriamo

Dal 2009 il monitoraggio dei laghi umbri, svolto da Arpa, prevede la rilevazione di una serie di elementi di qualità che comprendono:

  • composizione ed abbondanza della flora acquatica (fitoplancton e macrofite)
  • composizione ed abbondanza della fauna acquatica (fauna ittica)
  • determinazione analitica dei parametri fisico-chimici di base (condizioni di ossigenazione, trasparenza, tenore di nutrienti, ecc.) e delle sostanze microinquinanti prioritarie e non prioritarie immesse nella matrice acquosa

Per ciascun corpo idrico, la selezione degli elementi di qualità biologica da monitorare è stata effettuata in base ai criteri stabiliti dal DM 56/2009.

La metodologia di classificazione prevede che lo stato ecologico complessivo venga determinato in base alla classe più bassa, risultante dai dati di monitoraggio, relativa a: elementi di qualità biologica, elementi di qualità fisico-chimica ed elementi chimici a sostegno (altre sostanze non appartenenti all’elenco di priorità).

 

 

La presenza o meno nella matrice acquosa di sostanze microinquinanti che, per il loro carattere di persistenza e nocività, sono individuate come prioritarie, determina, invece, il giudizio di stato chimico del corpo idrico.

 

 

La qualità dei laghi umbri

La valutazione dello stato ecologico dei corpi idrici lacustri umbri, effettuata sulla base dei dati raccolti nel corso del primo ciclo di monitoraggio (2009-2012), mostra come un unico specchio d’acqua, l’Invaso di Arezzo, risulti classificato in stato ecologico buono, compatibile con quanto fissato dalla Direttiva Quadro; 7 corpi idrici (Lago Trasimeno, Lago Piediluco 1, Lago Piediluco 2, Invaso dell’Aia, Invaso di San Liberato, Palude di Colfiorito, Invaso di Corbara), invece, ricadono nella classe sufficiente, mentre un solo corpo idrico (invaso di Valfabbrica) risulta ancora non classificabile per l’esiguità dei dati raccolti. Nessuno dei corpi idrici regionali presenta, comunque, un elevato grado di compromissione dello stato di qualità (stato scarso o cattivo)

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Nella tabella seguente viene presentata la distribuzione dei giudizi attribuiti ai diversi elementi di qualità monitorati e lo stato ecologico complessivo.

 

Nome corpo idrico

Naturale/
HMWB/
AWB

S/O

Giudizio fitoplancton

Giudizio
macrofite
 

Giudizio
fauna ittica
 

Giudizio
chimico- fisici di base (LTLeco)

Giudizio chimici a sostegno

STATO ECOLOGICO

Invaso dell’Aia

HMWB

S

buono

-

-

sufficiente

buono

SUFFICIENTE

Invaso di Arezzo

HMWB

O

buono

-

-

buono

-

BUONO

Palude di Colfiorito

Naturale

O

sufficiente

-

-

sufficiente

-

SUFFICIENTE

Invaso di Corbara

HMWB

O

sufficiente

-

-

sufficiente

buono

SUFFICIENTE

Invaso di S.Liberato

HMWB

S

buono

-

-

sufficiente

buono

SUFFICIENTE

Lago Piediluco 1

HMWB

O

buono

NC

sufficiente

sufficiente

buono

SUFFICIENTE

Lago Piediluco 2

HMWB

O

buono

NC

sufficiente

buono

SUFFICIENTE

Lago Trasimeno

Naturale

O

sufficiente

NC

buono

sufficiente

buono

SUFFICIENTE

O

sufficiente

sufficiente

-

Invaso di Valfabbrica

HMWB

S

-

-

-

ND

ND

ND

ND : non determinato per insufficienza di dati
NC: non classificabile per assenza di indici
“-“ EQB non monitorato

 

L’analisi dei risultati evidenzia che:

  • Per il lago Trasimeno,la significativa produttività algale rilevata nei mesi estivi e il giudizio associato agli elementi fisico-chimici di base (fosforo totale e trasparenza in particolare) classificano il corpo idrico in stato ecologico sufficiente. Sebbene non condizioni la valutazione complessiva, l’indice associato alla comunità ittica rilevata assegna al lago una qualità buona; i dati raccolti sulla vegetazione acquatica, invece, contribuiscono a completare il quadro sulle caratteristiche del lago, ma, in assenza di un indice applicabile ai laghi dell’ecoregione mediterranea, i risultati ottenuti non possono essere utilizzati ai fini della classificazione.
  • I due corpi idrici individuati nel lago di Piediluco, Piediluco 1 e Piediluco 2, risultano entrambi classificati in stato sufficiente, determinato sia dal giudizio associato alla comunità ittica che da quello derivante dagli elementi fisico-chimici di base (trasparenza, ossigeno disciolto e fosforo). La qualità associata alla comunità fitoplanctonica risulta, invece, buona, ma non influisce sul giudizio complessivo. Anche in questo caso i dati raccolti sulla vegetazione acquatica non possono essere utilizzati ai fini della classificazione.
  • Gli invasi dell’Aia e di S. Liberato risultano classificati in stato ecologico sufficiente, entrambi determinati dalla qualità fisico-chimica delle acque. Lo stato trofico complessivo risulta condizionato, in entrambi i casi, dai valori di fosforo totale e trasparenza che pregiudicano il raggiungimento dell’obiettivo, nonostante la buona struttura e composizione delle comunità fitoplanctoniche rilevate.
  • L’invaso di Corbara viene classificato in stato ecologico sufficiente, determinato in maniera equivalente dal giudizio associato alla comunità algale e da quello derivante dagli elementi fisico-chimici di base. Contestualmente all’elevata produttività algale, infatti, sono stati rilevati anche valori molto critici di tutti i parametri rappresentativi del livello trofico e, in particolare, dell’ossigeno disciolto ipolimnico e del fosforo totale.
  • L’invaso di Arezzo, come già anticipato, è l’unico corpo idrico classificato in stato buono associato sia alla composizione e struttura della comunità fitoplanctonica che alla qualità fisico-chimica delle acque.
  • Un discorso a parte, infine, va fatto per la Palude di Colfiorito che rappresenta un ecosistema di particolare pregio naturalistico e ambientale, tale da essere individuata come area umida ai sensi della Convenzione Internazionale di Ramsar. L’area, caratterizzata da acque poco profonde e stagnanti e habitat ricchi di vegetazione e fauna acquatica, è stata valutata applicando ai dati raccolti la stessa metodologia adottata per i corpi idrici lacustri veri e propri, ma la natura dell’ambiente in esame rende i risultati delle classificazioni poco rappresentativi. I risultati della valutazione degli elementi di qualità campionati (fitoplancton e elementi fisico-chimici di base), che classificherebbero la Palude in stato sufficiente, infatti, sono probabilmente più correlabili alle caratteristiche ecologiche dell’area umida, piuttosto che a reali impatti antropici.

Per quanto riguarda lo stato chimico, il monitoraggio delle sostanze microinquinanti prioritarie non ha evidenziato alcuna criticità e tutti i corpi idrici lacustri monitorati vengono, quindi, classificati in stato buono.

 

LIMITI E CRITICITA’ DI UN SISTEMA DI VALUTAZIONE COMPLESSO

La classificazione dei corpi idrici lacustri regionali ha fatto emergere, ancora di più che per le acque fluviali, i limiti e le criticità di un sistema di valutazione che, oltre a presentare una notevole complessità ed onerosità delle procedure di campionamento ed analisi e a richiedere un elevato livello di specializzazione professionale del personale coinvolto, appare tuttora per molti aspetti in fase di sperimentazione. Da una parte, infatti, l’assenza di manuali tecnici e linee guida specifiche rendono difficoltosa la piena attuazione dei contenuti normativi; dall’altra, permangono ancora alcune perplessità circa l’applicazione di indici e condizioni di riferimento tarati, nella maggior parte dei casi, su ambienti acquatici appartenenti ad ecoregioni diverse da quella mediterranea.

Per questi motivi, sebbene le conoscenze acquisite attraverso le nuove procedure abbiano comunque consentito di analizzare i nostri laghi in tutta la loro complessità e di approfondire la conoscenza delle comunità animali e vegetali che li caratterizzano, i giudizi elaborati presentano ancora un carattere provvisorio. Nel prossimo triennio di monitoraggio, pertanto, l’impegno di Arpa Umbria sarà rivolto all’ulteriore approfondimento delle conoscenze acquisite, anche con l’ausilio di metodologie più consolidate a livello nazionale.


 

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Arpa Umbria - Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale